I really don't care..

...and I guess that I just don't know

19 dicembre 2009

Chiara

Come un anno fa:
a Milano,
a vivere e a ricordare,
con una persona speciale,
più cose di quante non ne possieda,
più cose di quante non ne meriti.
Le cose mi sfuggono,
dalle mani
e davvero,
non riesco più a controllare,
niente,
io che mi pensavo così forte,
indistruttibile,
non riesco neanche a dissuadere,
me stesso,
dal non prendere una decisione,
chiara.

18 dicembre 2009

Dèja vu

La neve copre tutto,
come ogni anno di questi tempi,
ma soprattutto mi confonde,
come ogni anno di questi tempi..
Fa freddo e scivolo,
sui miei pensieri ghiacciati,
ibernati,
in un susseguirsi di episodi,
allacciati,
gli uni agli altri,
ordinati e allineati,
come caseggiati,
affacciati,
sul mio andare,
sul mio marciare,
avanti.

16 dicembre 2009

Memoria

Ti assale e ci anneghi,
contento di affogarci.

10 dicembre 2009

Dentro

Ho provato a cambiare,
a modificare, a sostituire,
a trasformare, a correggere,
a viaggiare, a convertire,
a rimuovere e a spostare.
Ma i difetti restano,
insopprimibili,
inestinguibili
e si trattengono,
indugiano e si accampano,
fuori dalla porta,
ad attendere,
ad aspettare,
che tu ritorni, ad uscire,
fuori,
a farti vedere,
a farti radiografare,
per come sei costruito,
per come sei fabbricato
e per come sei formato,
dentro.

05 dicembre 2009

Saudade

Le cose passano,
in questo periodo,
monotono, nudo e scomodo.
Sono tornato da Catania,
con la febbre,
l'otalgia e una nostalgia,
per quello ch'è passato
e che si è ammassato,
nella mia mente,
che lentamente,
se ne fa una ragione,
come chi è in prigione
e sa che non esiste alternativa,
abrogativa,
al proprio destino.

16 novembre 2009

Per mesi

Stasera ho riportato indietro la macchina,
con la quale ti ho guidato, per mesi,
nella quale ti ho pensato e immaginato, per ore,
dentro la quale abbiamo scopato,
sotto i tralicci dell'alta tensione,
in mezzo ad un'afa infernale,
che mi faceva sudare,
che ti faceva venire,
su di me, a stringerci,
a non starci, comodi,
ma bene a sufficienza,
da non riuscire a stare senza,
i nostri splendidi corpi,
che s'avvinghiavano,
che si desideravano,
nonostante il frastorno,
nonostante il mondo intorno,
che ci siamo portati in giro,
un amore disadorno,
ma splendido, per quello ch'è stato
e magico, per quanto sia durato.

31 ottobre 2009

Your past times consisted of the strange

24 ottobre 2009

Perchè è semplicemente splendida

Nel cielo di cenere,
affonda il giorno dentro l'onda,
sull'orlo della sera,
temo sparirmi anch'io nell'ombra,
la notte che viene, è un'orchestra,
di lucciole e ginestra.
Tra echi di brindisi e fuochi,
vedovo di te,
sempre solo, sempre a parte,
abbandonato,
quanto più mi allontano lei ritorna,
nella pena di una morna.
E sull'amore che sento,
soffia caldo un lamento
e viene dal buio e dal mar
e quant'è grande la notte e il pensiero tuo dentro,
nascosto nel buio e nel mar,
grido non più,
immaginare ancor,
tanto qui, c'è soltanto vento
e parole di allora.
E il vento della sera sarà,
che bagna e poi s'asciuga
e labbra che ricordano e voci
e carne che si scuote sarà,
sarà l'assenza che m'innamora
come m'innamorò...
Tristezza che non viene da sola
e non viene da ora,
ma si nutre e si copre dei giorni
passati in malaora.
Quando è sprecata,
la vita,
una volta,
è sprecata in ogni dove.
E sull'amore che sento,
soffia caldo un lamento
e viene dal buio e dal mar
e quant'è grande la notte e il pensiero tuo dentro,
nascosto nel buio e nel mar,
grido non più,
immaginare ancor,
quel che è dentro è soltanto vento
e rimpianto di allora.
E il vento della sera sarà,
che bagna e poi s'asciuga
e ancora musica e sorriso sarà
e cuore che non tace,
la schiuma dei miei giorni sarà,
che si gonfia e poi si spuma.
Sarà l'anima che torna,
nella festa di una morna.

(Vinicio Capossela)

16 ottobre 2009

Le mie ultime due settimane

Le camere d'albergo
mi hanno ospitato,
liberato,
da un pensiero ricorrente,
assillante,
da non lasciar libero il fiato,
di inspirare liberamente,
senza dover tornare,
inutilmente,
sugli stessi dubbi
e preoccupazioni,
che non serve a niente,
imparanoiarsi,
che tanto le cose vanno da sole,
senza troppo concentrarsi,
su di esse.

02 ottobre 2009

Addio

Una settimana è appena passata,
o sta passando, osservando,
passare, sette anni,
sfumati, finiti, terminati,
per sempre,
svaniti, spariti,
nel niente,
che adesso tutto è lontano,
da non vederci più,
da quanto è buio,
da non parlarci più,
per sentirci meglio
aspettando di capire
e soprattutto di accettare,
che il tempo è scaduto,
il percorso completato
e il viaggio terminato,
per sempre.

26 settembre 2009

Capolinea

Si parte
e si arriva,
di mezzo c'è sempre,
un capolinea.

23 settembre 2009

Altri nomi

Avremo altri nomi
e altri modi per perderli di nuovo,
chiameremo nuovi numeri
e avremo altri nomi
e altri modi per perderli di nuovo.
E' venuto il momento di andare
e di dimenticare,
ciò che era e ciò che è stato,
ciò che era e ciò che è stato.

(Emidio Clementi)

03 settembre 2009

Come eroina

Mi sto disintossicando,
da te,
dalle tue scorie,
liberarandomi,
ripulendomi,
il sangue,
le vene
e i polmoni,
di quel tuo narcotico,
euforizzante,
che mi ha confuso,
durante,
questo periodo,
accecante,
che non mi ha permesso di vedere,
che non mi ha lasciato il tempo di capire,
chi ero io, davvero
e cosa volevi tu, sul serio
da me,
da te,
che non c'è mai,
un rancore,
per quello ch'è passato,
se davvero ti è piaciuto
e ti ha fatto stare bene,
essere, per me,
bianca e cristallina,
come l'eroina.

29 agosto 2009

Risposte

Le risposte arrivano,
quando meno te lo aspetti,
così da piantarla di chiederti,
sempre,
le stesse cose,
che tanto non cambiano,
se non sei tu a farle cambiare,
ad accettarle,
per quelle che sono,
che, anche se hai sbagliato,
amen,
l'errore l'hai già compiuto
ed il colpo:
l'hai già accusato.

21 agosto 2009

Scomparire

Si viaggia,
parecchio,
in sto periodo,
senza fermarsi,
mai,
a guardare,
a pensare,
oppure a capire,
meno male,
mi verrebbe da dire,
ch'è meglio farlo trascorrere,
dalle mani, sfuggire,
sto periodo,
per poi farlo morire,
svanire,
per sempre
e nel nulla,
scomparire.

16 agosto 2009

Agosto

Il tempo si è fermato,
adesso,
in un limbo,
d'agosto,
a dividere,
a distinguere,
creando un solco,
tra quello ch'è già finito
e quello,
che non è ancora iniziato.

05 agosto 2009

Le trasmissioni riprenderanno il più presto possibile

La vita è una,
non torna
e per quello che dura,
va vissuta,
in pieno,
mai fermata, mai temuta,
che non serve a niente,
aver paura,
ch'è sempre meglio,
aver premura,
di esistere,
di ridere,
di quello che ci accade,
di quello che succede,
che c'è un destino,
forse,
ed è già scritto,
quindi è inutile affannarsi,
a cercare il tragitto,
edonista,
che resista,
alle intemperie,
deleterie,
che ci fanno preoccupare,
che tanto tutto passa,
sconquassa,
ogni nostro piano,
ogni nostro progetto,
da rendere incontrollabile,
da rendere incomprensibile,
ogni trasmissione,
che riprenderà,
il più presto possibile.

03 agosto 2009

Soli-loqui

Provo a raggiungermi,
ad ascoltarmi,
cercando di non distrarmi,
di non farmi distrarre,
dai pericoli, che corre,
il mio sfiorare,
il mio toccare,
quelle cose che sarebbe,
consigliabile,
lasciare,
perdere,
per non ritrovarsi,
ad annegare,
in monologhi, insulsi,
da annientare,
qualsiasi slancio,
nel cercare un gancio,
a cui tenersi,
a cui aggrapparsi,
per sentirsi,
meno soli.

23 luglio 2009

Alice #2

Un anno fa,
mi sono innamorato,
di te,
anche se non lo sapevo,
non immaginavo,
che lo stessi facendo,
che stessi cadendo,
nei tuoi occhi,
che hanno fatto il resto
e senza fare un gesto,
mi hanno soggiogato,
piegato, obbligato,
a pensarti,
a volerti,
a cercarti,
con ogni nervo,
con ogni respiro,
desiderarti,
sopra ogni cosa,
in maniera vorticosa,
è esplosa,
la mia esistenza,
la mia resistenza,
è svanita,
sfumata,
nei sogni, bruciata,
nell'attendere,
nell'aspettare,
quell'istante,
quel momento, infinito,
in cui,
finalmente, poi,
mi hai baciato.

20 luglio 2009

Decidere

Si ha paura del futuro,
a volte,
di decidere,
per se stessi
e anche per gli altri,
quegli altri:
che ogni giorno,
ci girano intorno,
in capogiri,
nei sospiri,
che ci rimediano,
che ci procurano
e abbiamo paura di farci male,
di scavare e di ferire,
qualcuno:
quel qualcuno,
che ci ha incantato,
che ci ha rubato,
per lasciarci,
soli, ad aspettare,
che possa arrivare
e decidere,
per noi.

16 luglio 2009

Wish away nightmare

E' un campo minato,
la vita,
la mia, almeno
e in ogni modo,
in qualche maniera,
qualcosa esplode,
spacca, disintegra, distrugge.
Danni collaterali,
per ogni gesto,
ogni parola,
ineluttabili,
come i sogni,
che spesso sono incubi.

08 luglio 2009

Tutto

Tutti sanno tutto,
cos'è giusto o sbagliato,
per te,
per come sei fatto,
perchè loro lo sanno,
perchè loro ti conoscono,
ma non ti chiederanno,
come stai?
cosa vuoi?
ti diranno,
che stai sbagliando,
che stai rovinando,
che stai gettando,
qualcosa,
come la tua vita,
per aria,
da qualche parte,
che non è dalla tua,
perchè sei in errore,
perchè è solo un momento,
di transizione,
che capita a tutti,
di essere distratti,
anche a loro,
persino,
che hanno sempre saputo
e sempre sapranno, tutto...
di tutti.

04 luglio 2009

Ormeggi

E' meglio lasciar stare,
è meglio non sapere,
è meglio non capire.
Si fa prima a restare,
ancorati,
alle nostre paure,
alle nostre sciagure,
che ci lasciano soli,
ad aspettare,
carezzevoli,
a sognare,
impavidi,
nel non-vivere,
ad ormeggiare,
fervidi e immobili...
immaginare.

26 giugno 2009

I have pulled myself clear

L'atmosfera si è rarefatta,
la tensione si è liquefatta,
intorno a me,
non rimango che io,
con un ricordo,
che ha otto anni,
ormai
e malgrado ciò,
non mi abbandona,
che sono libero,
che sono l'unico,
come me,
a pensare,
a cercare,
che c'è sempre da ascoltare,
mentre camminiamo,
sui binari,
ad aspettare.

24 giugno 2009

Promesse

Uso le frasi degli altri,
per parlarti,
per raggiungerti,
che non so mai dove sei
e non sei mai dove ti vorrei,
accanto,
a quel tuo disincanto,
di un traguardo mai raggiunto,
la paura di un rimpianto,
con in mano i pezzi,
di quel tuo cuore infranto,
perchè lo sai,
che promesse,
non ce ne possiamo fare
e che di garanzie,
non ce ne possiamo dare.

20 giugno 2009

Postumi

Si acquisiscono i turbamenti,
deprimenti,
di un venerdi sera,
passato ad aspettare,
passare,
qualcuno che potesse capire,
che riuscisse ad abbracciare,
quelle voglie incontrollate,
perse, dietro,
ad un vodka red bull,
a sorseggiare,
un'emozione sbagliata,
nel generarsi,
nel generare,
un'attesa,
da un'idea, craniolesa,
sospesa
e infine arresa.

15 giugno 2009

Ossessioni

Ne abbiamo sempre una
e quell'una s'attacca,
a un'altra
e siamo sfortunati,
perchè ce n'è sempre una...
Sempre una,
nuova,
a controllarci,
a rassicurarci,
che senza è impossibile,
starci,
è inutile,
cercarci,
dentro, un motivo,
una soluzione,
che ti sottragga,
dall'assuefazione...
Che più ne hai
e più hai bisogno,
di qualsiasi,
ossessione.

11 giugno 2009

Lo scrivo a te

A te,
che mi hai rapito,
che mi hai conquistato,
che mi fai perdere il fiato.
A te,
che mi stai regalando un sogno,
che sai di cosa ho bisogno.
A te,
che mi confondi,
che effondi,
il tuo sapore,
il tuo colore,
inebriandomi,
accarezzandomi,
l'anima.
A te,
che sei bellissima,
che sei fantastica,
che sei unica,
semplicemente.

06 giugno 2009

Dove?

Dove ti porta, il tuo cuore?
A startene a casa, sul divano,
a fumare, per poi addormentarti,
e non chiamare,
spegnere il cellulare.
C'è sempre un motivo,
per starsene da soli,
per non vedersi
e abbarbicarsi,
su quelle certezze,
che non metti mai in gioco,
perchè non giochi mai col fuoco...

01 giugno 2009

Moonshine

Ripenso al tuo volto,
illuminato dal neon,
al tuo sguardo
e a tutto il resto...
sei magnifica,
fuori e dentro
e più ti scopro
e più non mi accontento...

23 maggio 2009

Sguardi

Sguardi,
maledetti,
che non mi fanno uscire,
che non mi fanno vegliare,
che se dormo,
ti sogno,
poi mi sveglio
e non ti ho intorno.
Che ti cerco
e t'immagino,
che ti odio
e mi biasimo
e non ne vengo mai a capo
e non trovo mai un rimedio,
a te,
che mi guardi,
con quegli sguardi,
che mi fanno impazzire,
che mi fanno cercare,
una ragione,
che mi possa aiutare
a gestire questa cosa,
che ancora non so,
come chiamare.

15 maggio 2009

Tutto si trasforma

Niente si crea,
niente si distrugge.
Lo sappiamo:
tutto si trasforma.
Le vicende,
i rapporti,
gli accadimenti,
s'ingarbugliano, s'attaccano,
l'uno all'altro, per cambiare,
tutto, sempre, in ogni momento.
Adesso, quello che è stato, non è
e continua a cambiare, mentre scrivo,
mentre penso a cosa scrivere
e scrivo quello a cui sto pensando.
Così si evolve, in loop,
la nostra vita, che domani sarà diversa,
da quella di oggi, perchè oggi,
è stata diversa da quella di ieri.
Le idee, le sensazioni,
i sentimenti, i sogni, le speranze:
aria.
Solo aria:
ossigeno, idrogeno:
chimica,
che muta, in continuazione,
a seconda del nostro umore,
a seconda del nostro amore...

12 maggio 2009

Nel mentre

Mi hai aspettato
e poi parlato, chiarito,
così da dircele in faccia,
sputarcele,
da sentirsi meglio
da cancellare qualsiasi sbaglio.
Che potevamo farlo prima,
che potevi dirlo prima...
Ci sono stata male anch'io, m'hai detto,
ed è svanito ogni sospetto,
ogni segreto maledetto,
a liberare gli occhi e l'aria,
e nel mentre ci sfuggivamo
e nel mentre ci guardavamo...
nonostante i ray-ban.

08 maggio 2009

Adesso

Adesso che lo so,
tutto appare diverso,
per quello che mi è concesso,
di dire, di fare o di pensare,
a te,
che la prendi con filosofia la vita:
la mia.
Adesso, mi accorgo, che forse,
sarebbe stato meglio,
abbandonare quella poesia,
per essere come gli altri,
per essere insignificanti,
davanti,
a quel tuo sorriso,
che ha sempre deciso,
per entrambi.

07 maggio 2009

E quindi?

E quindi il risultato
è stato sfiorarci, guardandoci,
in quegli occhi,
in cui hai visto cosa?
In cui hai visto chi?
Pure tu sei strano, m'hai detto,
ma questo già lo sapevi,
quando quei pensieri,
traballavano,
che non erano sinceri,
appesi ai fili ad asciugare,
a sbiadire, a sparire,
mantre ascoltavamo Mardy Bum,
ridendo e sperando,
di poter svoltare, a quell'incrocio,
dove non hai mai voluto girare,
per paura di restare,
da sola.

03 maggio 2009

Apparente

Lascio trascorrere, eventi,
che sembrano far finta,
di niente, mentre,
continuo a farmi domande, languide,
da apparire gravide,
di risposte, imposte,
dagli atteggiamenti, incongruenti,
con quello che dici,
con quello che penso,
da non seguirne mai un senso,
apparente,
mente, occhi e schiena,
in una piena, di sensazioni,
che mi regali,
nonostante tutto,
ciò che s'è distrutto.

29 aprile 2009

Cancellare

Ho voglia di cancellare,
che di errori se ne fanno,
e loro non usano perdonare,
chi li compie, chi li genera,
sbagliando nel muoversi
e nel movimentare,
cose e suppellettili che possono
infrangersi, che possono cadere,
dalle mani, scivolare,
per poi osservane i cocci, in terra...
e non aver la voglia di pulire.

27 aprile 2009

Adattarmi

Continuo a pensare a quanto mi hai detto:
non mi sento diverso,
sono gli altri, casomai,
ad esserlo.
Se soltanto ci riuscissi,
farei anch'io,
tutto quello che fate voi:
cosa mi costerebbe?
Nulla, in fondo,
è solo che non voglio,
adattarmi,
a questo mondo.

26 aprile 2009

All'erta

Ho dato in appalto la mia vita,
ricucendomi i polsi, di necessità.
Ho pitturato di fresco,
le pareti della mia anima,
con del giallo e del verde:
così da bagnare di vitalità,
questo fine aprile,
incatramato, grigio e piovoso,
che sembra mi voglia trattenere,
che sembra voglia farmi aspettare,
ancora un po',
qualcosa,
per tenermi sempre all'erta,
con la porta sempre aperta.

23 aprile 2009

Stagioni

Mi hai scartavetrato il cuore,
producendone scaglie, di quella magia,
che non conoscevo, di cui non sapevo.
Ho passato una stagione ad aspettarti,
al bar, seduto, mentre ti mandavo i messaggi.
Ora streghe e maghi sembrano scappati,
dileguati, in mezzo al rimpianto,
che mi bagna il bicchiere,
annacquandomi il vino,
che io bevo per dimenticarti
mentre lui,
mi costringe a ricordarti.

21 aprile 2009

Quello che ho

Ho scavalcato i desideri,
per starti lontano,
per starmi vicino.
Ho convinto me stesso,
che la paura è troppa:
di stare da soli.
Ho comprato un regalo,
da due euro,
perchè ti piacesse,
perchè lo capissi:
che non è facile,
sapere quello che so
e proprio non ci riesco,
a capire quello che ho.

10 aprile 2009

Aloha

Ai nastri,
per partire, salpare,
per non vederti, per non vedere.
Sto per andare, abbandonare:
smettere di pensare.
Cercando,
nel tempo,
quanto si può recuperare.

06 aprile 2009

Finalmente speciale

E' finalmente arrivato,
il giorno in cui mi sento davvero liberato,
da quella schiavitù,
nella quale mi ero tuffato,
per mesi, a sguazzarci,
aspettando di essere ripescato,
dallo strascico, per riemergere,
cambiato, profumato e lavato.
Oggi mi sono rispecchiato,
in quegli occhi,
che mi hanno spiegato,
che non c'è niente da cercare,
che non c'è niente da desiderare...
perchè sono io,
ad essere davvero speciale....

03 aprile 2009

Senza sparire

La vodka, oggi mi ha nauseato,
perchè ho esagerato,
ieri,
che non c'ho più l'età,
per sconvolgermi... al giovedì sera.
Cerco una risposta da darti,
ma non la trovo,
che non è facile capirti,
che non è semplice seguirti.
Sono più tranquillo, adesso,
questo è certo,
ma ho bisogno d'andarmene,
per un po', da solo,
per riflettere, come si dice:
per trovarmi.
Ancora dieci giorni, d'aspettare,
per poi partire,
continuando ad ammazzare,
il tempo, senza sparire.

30 marzo 2009

Ridano gli altri, stasera

Oggi quando mi hai detto:
- non pensavo fossi capace a resistere così a lungo agli attacchi!-
T'ho risposto:
- non sai tante cose di me, soprattutto che tra milioni di difetti, ho un pregio:
si chiama lungimiranza!-
La vita mi ha insegnato che le cose passano, inevitabilmente, che tu lo voglia oppure no.
E quando una cosa è passata, tu piano piano, inizi a dimenticarla, a smettere di pensarla!
Io lo so, che tra qualche tempo di questa situazione, me ne ricorderò ridendo,
perchè sarà passata, e tu sarai lontana... lontana monti e mari!
Adesso puoi anche pensare di essere in vantaggio... di vincere,
ma, fidati, le cose cambieranno tra qualche settimana, perchè arriverà il giorno in cui,
t'assicuro, sarò io a ridere!

29 marzo 2009

Sogni e sintomi

Significa tanto, non significa niente:
solo che adesso, di notte dormo di più, dormo meglio...
o quantomeno, sogno di meno.
I sogni, delle volte, non t'aiutano a vivere,
perché ti fanno desiderare, ti fanno bramare, ti fanno.... sognare, appunto!
Io sogno di mio, di notte, di giorno... troppo.
E alla lunga questo debilita, smobilita, tutte quelle certezze, che una persona, a fatica,
riesce a costruirsi, giorno per giorno, per essere stabile, per essere abile:
abile a muoversi, con disinvoltura, in mezzo alla pianura,
selvaggia, infittita di predatori sanguinolenti,
pronti a strapparti anima e cuore,
pronti a distruggerti, per farti da parte, per annientarti...
che non ce n'è di spazio, per tutti quanti.

24 marzo 2009

Momenti

Alla fine sono i momenti,
che gli uni attaccati agli altri,
determinano quello spazio temporale
che noi definiamo,
ore, giornate, vita.
Si creano e si distruggono,
in successione, in continuazione.
E passano, uno dopo l'altro,
loro passano,
e tu cerchi di afferrarli,
e mentre ti concentri su uno,
quello svanisce e un altro ne nasce,
e ne prende il posto.
Allora tu inizi daccapo,
con le mani, sempre vuote
e con le speranze abbandonate.
In questo, io ho finito
e un altro momento è già passato,
scrivendo
e ascoltando Open Wound,
dei Julie's Haircut.

22 marzo 2009

Destino?

S'attendono miracoli
a sovvertire un destino,
al quale,
nessuno crede
e che nessuno vuole.
Le giornate si moltiplicano
come batteri monocellulari,
che non possono far altro
che copiare e incollarsi,
sempre identici,
sempre dannosi.
Mi affanno a cercarmi,
a proiettarmi nel futuro,
figurandomi la fine che farei
e quale numero di busta sceglierei,
se avessi modo di parlarci,
guardandolo dritto in faccia,
a sto cazzo di destino.

19 marzo 2009

Schegge

Gli errori ti restano infilzati,
nella carne, come schegge.
Ed è dura estrarle,
pulirsene,
cauterizzare quelle ferite
che ti rimangono aperte,
in attesa,
di cicatrizzare quei ricordi,
sempre tesi, in movimento:
che diventa impossibile
coagulare, a questo sangue.

16 marzo 2009

Naufragare (dentro te)

Il guaio è che ti penso,
troppo,
anche se non voglio,
anche se decido che così è meglio.
Quando un percorso è sbagliato,
capisci che non ti aiuterà,
a venirne a capo,
che non ti servirà
a trovare un modo,
per fuggirne.
Al che, comprendi
ch'è inutile congetturare
e che non puoi pianificare:
perchè è oscuro il senso,
di questo naufragare.

12 marzo 2009

Cenere

E' quello che rimane,
dopo i fuochi fatui,
abbarbicati,
su certezze mancate,
in mezzo a strade asfaltate,
male,
da correggere carreggiate,
sterrate,
in metropoli modernizzate,
in aperitivi attardati,
che portano a letto, presto,
i sogni, ancora imballati.

09 marzo 2009

Il solito

Come se niente fosse stato,
il fine settimana è finito,
col suo retaggio di scorie,
da nascondere,
che si deve celare,
per apparire,
intatti e inattaccabili,
dinanzi a quegli specchi,
che ci aspettano,
per biasimarci, per schernirci.
Il tempo, intanto, travolge,
come sempre,
le nostre vite,
lasciandone, in briciole,
i ricordi,
ai quali appiccicarci,
per sentirci, per parlarci.

03 marzo 2009

Fragile

Tutto rimane inalterato,
il clima tra noi e fuori dalla finestra.
Il mal di gola permane,
ma non brucia, quanto la solitudine,
che ho ereditato dai tuoi dubbi,
e dai tuoi silenzi,
eretti come muri di vetro,
che sarebbero così facili
da distruggere, da infrangere,
eppure non si riesce, nonostante,
ci si osservi, da parte a parte.
La voglia di scrivere riempirebbe,
questo pomeriggio insulso,
di un riposo forzato,
che non mi serve, che non mi cura.
Avrei bisogno di un po' di sole,
ma sbaglio,
a cercarlo tra le tue parole.

26 febbraio 2009

Giornate

Si trasvolano gli oceani,
le montagne,
i tetti delle case,
con le loro antenne, tristi,
a captare i segnali idioti,
dei nostri starnuti,
di mezza stagione,
che senza una ragione,
non ci parliamo,
più,
ma ci guardiamo,
di sottecchi,
a spiarci e a controllarci,
se ci stiamo guardando,
se ci stiamo osservando,
che non si capisce mai,
cosa stiamo pensando.

23 febbraio 2009

Riconoscenza

La riconoscenza dov'è?
Quando serve, quando ne hai bisogno.
Quando ti aspetti che qualcuno salti fuori,
e ti difenda, ricordando
quello che hai fatto:
gli sbattimenti,
le rinunce,
le disponibilità illimitate...
perchè non salta fuori?
Perchè, capita,
che più una persona è genuina,
più una persona è accondiscendente
e più la gente glielo lo infila nel culo?
Perchè la riconoscenza, non esiste?
Perchè non imparo ad essere un figlio di puttana?

20 febbraio 2009

Autarchia

Mi basta di sorridere,
di stare bene, con me,
che sono quello che mi vuole più bene,
che sono la persona che sa,
quando mento e quando sono sincero,
con te, nonostante tu,
continui a pensare il contrario,
di quello che per me non è il contrario,
di quello che sto pensando,
di quello che sto cercando,
di dirti,
e lo so, perchè io lo so:
quando sto mentendo
e quando sono sincero.

18 febbraio 2009

Basse temperature

Ho alzato un polverone,
per offuscarti la vista,
per farti innamorare,
su queste strade, da passeggiare,
di questo uomo da rottamare,
assieme alla linea del telefono,
che c'ha appiccicato,
che c'ha consumato.
Adesso c'è meno nebbia,
c'è anche il sole,
ma fa freddo, al mattino,
e c'è ancora del gelo,
in quella zona ombreggiata
del mio cuore:
e rischio sempre di scivolare
e rischio sempre di farmi male.

15 febbraio 2009

Che fare?

Il cielo è terso, limpido.
Spazzato da un vento che pulisce e che chiarisce.
Ed io attendo che un po' di vento, pulisca anche me e i miei pensieri.
Che formano gangli e gorghi, in quel contenitore saturo del mio cranio,
che a fatica resiste nel rimanere integro, dinanzi a tanto roteare
e a tanto immagazzinare, di idee e ricordi, di sensazioni e sentimenti.
L'aria è pulita e si inspira facilmente,
tra le froge di un desiderio di diafana certezza:
quella che non ho, quella che mi manca e che mi fa penare,
che mi fa stancare tra quello che è bene e quello che è male.
Ed io continuo a non sapere, che cazzo fare.

12 febbraio 2009

Io non ho paura

Non ho più paura, da un pezzo,
ormai, della solitudine
degli anni trascorsi a chiedere
gli strappi, agli autostoppisti,
che, con me, navigavano,
le acque torbide di questi fiumi:
alti, fino alla nostra gola,
che ci lambiva, sempre, le labbra,
minacciandoci con gli incubi,
di un annegamento buio e freddo,
da portarci a scappare, lungo i binari,
del due, che ci accompagnava a casa,
e che ci rubava l'anima...
assieme al portafogli.

09 febbraio 2009

Esistere

I nostri occhi s'abbagliano di una felicità
che ci attraversa per poi lasciarci secca la gola:
che baciarci diventa impossibile,
che volerci diventa una pena.
Il mesto delle nostre giornate al lavoro,
ci allontana per poterci scrivere,
per poterci pensare,
per poterci immaginare,
in quale posto siamo e quale alcoolico beviamo.
Le strade si stanno dividendo,
eppure facciamo finta di fregarcene,
per apparire più forti, l'uno dell'altro,
quell'altro che vorremmo mai perdere,
che vorremmo mai abbandonare,
nonostante la fatica,
nonostante gli incroci,
di mutui e croci.

08 febbraio 2009

Lieve

Quando ti sembra che non ti rimanga niente
da vedere, fare, dire:
ti autoimponi una disgregazione,
che lacera, nausea
e ti fa restare immobile.
La pioggia mi perseguita in ogni viaggio,
le lacrime ci si perdono dentro
e l'asfalto mi fa scivolare su
quelle parole che non ho avuto
il coraggio di trovare.

01 febbraio 2009

El santo nada

Tornando sui sentieri sbagliati,
adagiati, sulle vite a metà,
s'incastrano i dettami di rabbie,
scheggiate dalla mediocrità,
di un cinismo opaco, strizzato,
dimenticato, dalla stima mal sopportata,
ingoiata a smozzichi di banalità,
caduta a pioggia sui nostri crani, rasati,
di un rave, viola, in capannoni,
acidi di venti suburbani.
Il vuoto, c'è ancora, e s'aggira,
intorno alla TV, aspettando e ghignando,
al varco, dei vizi e delle virtù.
La gente parla,
e non ha niente da dire,
la gente parla,
parla e non vive.

31 gennaio 2009

There is nothing to explain

Mi faccio domande a cui non do risposte,
perchè non le trovo, perche non le ho.
La gente scompare, drenata dalla folla,
dalla vita, che assorbe le sensazioni di ieri,
trasformandole, in sassi, oggi.
Sassi, su cui s'incespica, facilmente,
su cui si fa fatica andare.
Compriamo macchine, vestiti, orologi,
per essere forti, per sentirci protetti,
poi ci perdiamo in due minuti, dentro gli occhi,
del fato, che ci afferra e ci racconta,
che non era quella la strada da battere,
che i fari baluginano, attraenti, in mezzo agli oceani.
Il vino, versato, sul tavolo, mi ricorda che
delle volte si beve, altre si piange.

24 gennaio 2009

A vanvera

Di allucinata malinconia, scrivo,
a vanvera, che i ricordi si struggono,
di nostalgia, che lacera, disgrega.
Incespico, su virgole, tirate,
come filo spinato, teso,
alla bisogna, per farmi fermare,
per farmi cadere, in terra,
ad infangarmi le mani, i polsi,
in un silenzio, pesante,
che mi parla, in soliloqui,
agghiaccianti, deliranti,
in un rumore, di frastuono,
di cantiere in abbandono.

21 gennaio 2009

Sfaccettature

Si affacciano alle finestre,
le speranze,
sbirciando il destino,
aspettando che passi sotto casa.
Sorvegliano il quartiere, la zona,
con occhiate fugaci e intense.
Spettegolano i sogni, conversando,
discorrendo tra loro,
di tutto, di tutti.
Si accavallano i pensieri, si rincorrono,
che non si sa mai da dove partono,
mai, dove vanno a finire.
Si sperdono nell'aria, le gioie,
che scoppiano, come bolle...
dovunque, nel tempo.

20 gennaio 2009

Stasera

Farfuglio frasi,
che so, senza senso.
Immagino parole,
che so, senza verso.
Stiracchio i pensieri, stanchi.
Senza utilità:
quella che serve a voi.

17 gennaio 2009

Da solo

E adesso mi ritrovo solo,
schiacciato contro il muro del vero.
Mi sono perso,
all'interno della mia vita,
sbagliando strada,
calcolando male lo spazio.
Adesso devo fare i conti col risveglio:
che mi brucia la faccia,
mi asciuga la gola
e mi fa mancare il fiato.

15 gennaio 2009

Intrecci

S'intrecciano, storie, percorsi, vite.
Anche la mia:
con quella,
di persone che incrocio,
con le quali intreccio
rapporti, simpatie, odi, amori, passioni, tensioni.
Il senso del relativo.
Il relativismo.
I punti di vista.
Chi guardiamo, ci osserva
e nel mentre s'intreccia,
con noi.
E noi siamo ordito,
in mezzo a questa tela,
e noi siamo trama
in mezzo a questo intreccio.

11 gennaio 2009

Tristezza

Sanremo 2009

CATEGORIA ARTISTI:
AFTERHOURS, Il paese è reale
ALBANO, L’amore è sempre amore
ALEXIA feat. Mario Lavezzi, Biancaneve
MARCO CARTA, Dentro ad ogni brivido
DOLCENERA, Il mio amore unico
GEMELLI DIVERSI, Vivi per un miracolo
FAUSTO LEALI, Una piccola parte di te
MARCO MASINI, L’Italia
NICKY NICOLAI & STEFANO DI BATTISTA, Più sole
PATTY PRAVO, E io verrò un giorno là
POVIA, Luca era gay
PUPO – BELLI – YOUSSOU’N DOUR, L’opportunità
FRANCESCO RENGA, L’uomo senza età
SAL DA VINCI, Non riesco a farti innamorare
TRICARICO, Il bosco delle fragole
IVA ZANICCHI, Ti voglio senza amore

Dai Manuel, come porcoddio fai a fare una cosa del genere?
Io spero ancora che sia uno scherzo, che non lo facciate sul serio.
Che tristezza, cazzo!
Non ho parole.

10 gennaio 2009

Esco

Con un po' di calma,
riuscirò a pensare.
Yann Tiersen, rende quasi magica
questa stanza,
quest'aria che respiro.
Fuori c'è il ghiaccio,
c'è il buio, c'è il freddo.
Andrò a scaldarmi,
in qualche postribolo,
a godere, a fumare e a bere.
Devo trovare una soluzione,
a questa mia depressione
che mi spinge a redimermi,
che mi preme di disgiungermi.
Esploro i fondali,
delle bottiglie che mi scolo,
alla ricerca della pace,
alla ricerca del tesoro.

08 gennaio 2009

Everything in its right place

Tutto è sbagliato,
perchè tutto è a posto.
Non mi sono pettinato,
e quando mi hai guardato,
mi hanno sussurrato,
le parole,
che avevi ragione.
Le sensazioni si coagulano nelle vene,
che mi bloccano la circolazione delle idee,
ed io non faccio altro
che ammirarti e volerti.
Rassetto il cervello,
cercando un ordine,
cercando un senso.
Metto le cose al loro posto
e non riesco a capire dove sbaglio.

05 gennaio 2009

Fuggire (da te)

Tento di fuggire,
scappare,
ma non riesco a liberare,
la mia testa,
ostaggio, rapita, bloccata,
da chili di pensieri,
che ostruiscono la mia ridicola fuga.
Come se bastasse voltarsi,
per non vederti,
come se servisse uscire,
per non pensarti,
mentre tu passeggi, indisturbata,
dentro di me,
per l'intera giornata.

03 gennaio 2009

E' solo febbre

I giorni sembrano non passare
e quest' anno sembra non partire,
a causa della febbre, che mi fa tossire,
dai polmoni, un malessere,
che non passa, che non s'abbassa.
I pensieri fluiscono pesanti, melmosi,
saturi di detriti e di rifiuti.
Il freddo mi chiude in casa,
in attesa, che io stia meglio,
che io sia sano, che io sia nuovo
e che possa uscire, ancora,
in strada, di nuovo.

02 gennaio 2009

Sms

Vorrei solo riuscire a non scriverti,
a non vagheggiarti,
a cancellarti.
Provo a stropicciarmi gli occhi, forte,
come se fossi un' allucinazione,
ma tu non ti dissolvi, tu non scompari.
Maledico e mi dispiace, credi,
per questo mio continuo girare,
per questo mio continuo cercarti...
tra le cose da non trovare.

29 dicembre 2008

Trucchi

E dunque se ne va,
questo dicembre di sogni strappati
da un cielo di carta, costruito
con le promesse trascinate,
dalle speranze, spazzate,
via, lungo gli argini,
che abbiamo solo il coraggio di sfiorare
e che non ci permetteremo mai, di disturbare.
Bevendo, ridendo e fingendo
ho lasciato tutti credere,
di poter capire e sapere,
quanto i miei difetti galleggino,
anfibi, tra le teorie dei vasi comunicanti,
e quanto è buio, dopo la magia,
dietro il sipario,
in mezzo ai disincanti.

22 dicembre 2008

Il disagio

Il disagio,
è qualcosa che cova dentro di te,
seduto, comodo, al caldo
e sta bene.
Il disagio lo senti nello stomaco,
tra l'esofago e lo stomaco.
Lui è li, in quel punto. Precisamente.
Tu lo senti respirare,
senti ch'è vivo e sai che c'è.
Che c'è sempre stato.
Il disagio ti fa sorridere alla gente,
mentre eviti di essere denudato,
mentre cerchi di fingere di stare bene,
mentre ti vomiti in bocca.
Il disagio ti prende quando tenti di scappare,
quando trovi qualcuno col quale poterlo condividere.
Lui si rivolta, perchè ti possiede,
perchè sei tu ad esser suo e non il contrario.
Il disagio puoi nasconderlo, oscurarlo e murarlo,
dentro di te
cercando di immunizzarti,
inutilmente,
dagli sguardi inquisitori,
che fuori, come avvoltoi,
volano sui tuoi guai.

19 dicembre 2008

Regali

Imparo dagli errori, che compio,
che compie il mio istinto,
fatto di passione, chiacchiere e
discussione,
su una panchina in pietra,
in piazza san fedele,
in una Milano, da non più bere.
Osservando le mie scarpe,
t'ho raccontato il fiume della mia vita,
che scorre oggi,
che ti attraversa,
attraverso la mia bocca.
I sogni, i miei, i tuoi,
insieme, formano un ricordo,
che già possiedo
e che già mi porto dentro,
conservandolo,
come un meraviglioso regalo.

16 dicembre 2008

Caos (in testa e fuori)

Le dita delle tue mani,
quella frangia sugli occhi,
neri,
e quel sorriso,
che afferra al collo,
stringe e scava, la schiena
ed il caos esplode,
e vorrei mille cose,
mentre mi sembra di non averne:
nessuna chance,
mi annebbia le palpebre,
ch'è così facile perdersi
e così difficile trovarti,
che solo due mesi fa non ti conoscevo
e solo quattro giorni fa t'abbracciavo
e avrei voluto scomparire...
mentre scoprivo di essere in errore.

13 dicembre 2008

Equivoci

Il disfacimento fa crollare i palazzi
e i grattacieli, che lo skyline
n'è vittima inerme e s'adegua, s'adatta...
fa spallucce e aspetta.
Aspetta che arrivino i tempi migliori,
attraverso gli sms, nascosti,
cancellati subito, che si ha paura di rileggerli
o peggio: interpretarli.
Ch'è da lì che nascono i fraintendimenti,
i malintesi, gli equivoci.
Si equivoca, su tutto,
una frase, uno sguardo, una parola,
un gesto, un atteggiamento.
E noi, psicologi /psicanalisti da quattro soldi,
decodifichiamo, decifriamo,
oppure, tiriamo a indovinare,
per poi accorgerci, puntualmente,
di sbagliare.

10 dicembre 2008

2003

Mi ricordo di quando ti sei innamorata di me, delle mie braccia e di come fingevi di non averne bisogno.
Di quanto facesse caldo, e di come fossero abbronzati, neri, i nostri corpi, che si chiamavano, che si chiavavano.
Di quando hai sputato sui quadri di Gauguin, perchè aveva lasciato morire il nostro Vincent. Perchè era un puttaniere (così dicevi) e lo aveva abbandonato. Ora guardo l'orologio e baciare in bocca il tempo non ha più lo stesso gusto e disperdere le ansie e i sogni in corridoi e vicoli non ha più lo stesso senso.
Di quando le cartoline mai spedite acquistavano un valore poetico e le foto diventavano iconografie di una stagione, che sapevamo non sarebbe mai più tornata, che sapevamo non avremmo mai più vissuto. Ora le immagini, a volte, sbiadiscono o sfocano in mestiere, banalità e routine.
Di quando ci siamo stancati e guardandoci, abbiamo realizzato che sarebbe bastato così, come si fa con lo sciroppo quando non si ha più la tosse. Tossivamo, invece, mentre piangevamo, un addio ineluttabile, come la fine di un film, che hai amato, che ti ha segnato, ma che non vorrai mai più rivedere, perchè non sarebbe uguale, a come quando, l'hai visto per la prima volta.

09 dicembre 2008

Emicranie

I riflessi baluginano
sugli amplessi frequenti,
passati ad ascoltare
i latrati di lupi metropolitani,
accalcati in vagoni insalubri,
che scavano questa città
trapanandomi le ossa battute dal freddo.
I denti digrignano,
irrigiditi da un vento gelido
che svuota e lucida,
pulendo e disintossicando
dai ricordi infetti,
dai periodi imperfetti.
L'emicranie tengono compagnia,
rammentando una nostalgia
dovuta alla disfunzione
dell'effetto vasodilatatore
di una qualche canzone
che si manifesta a tratti,
come quei rapaci,
che a scatti,
catturano roditori e ratti,
per farne un uso inevitabile,
necessario e vitale.

04 dicembre 2008

C'è crisi

Scrivo,
post, pre, quello che è,
non importa
.
Sbando, guidando
contromano st'astronave di pensieri,
in ghirigori forieri
di un presagio fremebondo
picchettato da un sottofondo
di una musica, che mi basta
e che basta a .
Autarchia, unica via,
per piacersi, compiacersi
e accettarsi,
in folle di dispersi,
sconosciuti, arpionati da desideri
e obblighi incessanti.
Scartavetrando le anime
ingolfate in postriboli accattivanti,
incedo di sbieco,
ammirando gli altri,
che sanno quello che vogliono,
che possono quello che sognano.
Pigio, a tappeto, rischiando
il car crash, l'incidente mortale,
che potrebbe portare
al delirio irreversibile e universale,
di frasi sconnesse,
di un senso inaccessibile,
in una calma apparente,
di una quiete carente,
di soddisfazioni e sorrisi,
in quest'epoca di crisi.

03 dicembre 2008

Sweet the sin

Grumi di spiccioli tra le fessure,
delle slot machine,
al bar, seduti sugli sgabelli,
cinesi con sacchetti,
spopolano il tintinnio del piacere,
ricco di stragi,
di combinazioni vincenti,
mentre bevo birra e mi guardo intorno,
pensando che fuori fa freddo
e vorrei fumarmela dentro,
sta cazzo di sigaretta.

01 dicembre 2008

Impressioni (di dicembre)

Parabole e antenne,
ad auscultare un cielo gravido,
madido di pioggia,
mista al freddo che permea,
gli occhi e le braccia, tese
ad afferrare i meteoriti
di un ordito di vie
suburbane, come palcoscenico,
per recitare, su sceneggiature,
lise e sdrucite da un uso
indefesso, assiduo e costante.
Le passeggiate acquistano
di valore, per uno sforzo insostenibile,
per una paura incontenibile,
di una fobia, che arresta i cuori,
che trattiene i respiri,
per giustificare il cianotismo,
per attenuare l'anarchismo.
Parcheggiati in rimesse abusive,
con prezzi impopolari
i barboni sorridono,
si stringono e si scaldano,
nel vino da discount,
persi in un sonno libero
e attraversati da un sogno unico.

28 novembre 2008

Nevica (su di me)

La gente, solitamente, guarda la neve cadere e posarsi in terra... o sulle auto o sulle cose. A me piace ammirarla dal basso, naso in su, perpendicolarmente, osservando lo zenit, così da esserne avvolto, così da perdermici dentro e fuori a quel gelo che s'appoggia sul viso e ti si scioglie, bagnandoti occhi, gote e labbra, mentre osservi il vortice, mentre osservi la caduta gravitazionale di quei cristalli irregolari, che sui palmi delle tue mani, diventano neve... solo per un secondo.

27 novembre 2008

L'attesa

Ho sconquassato la mia anima
più del mio fegato,
anestetizzandomi coi superalcoolici,
cauterizzandomi le ferite, da solo,
come si fa in trincea.
Quella che abbiamo scavato
per spiarci, armarci e assaltarci,
per poi restare impigliati nel filo spinato
dei nostri sentimenti,
languidi, d'acciaio e sanguinolenti.
Intanto il tempo passa, morto,
chè la guerra sfianca,
di lunga e abulica attesa
e arranca,
il senso, dello stesso,
perso,
ad aspettare.

25 novembre 2008

Intifada

Incrocio gli sguardi
bagnati dalla solitudine dei tuoi occhi,
che annegano tra le lacrime
della pioggia che hai fatto cadere,
strofinandoti i polsi umettati
col chianti dei tuoi lamenti.
Approdo, esitante, sulle coste
delle tue ore perse ad ammirare
cieli grigi e cieli tersi,
mentre leggevi i diari dei tuoi abusi,
di una marea che s'alzava,
ad inondare i nostri cuori
ingrossati dalla peste
di un'intifada di parole,
che rivoltosa, lanciava sassi
sui vetri già infranti
delle nostre vite.

23 novembre 2008

Departures/Arrivals

Si parte, si arriva,
si lascia, si torna,
si inspira, si espira.
Si viaggia, volontariamente, involontariamente.
Di necessità, comunque.
Si attraversano luoghi, spazi, tempi e vite,
per osservarne, per impararne,
per apprezzarne, per biasimarne.
Ci si sconvolge, per accompagnarsi,
per gioirne, per brindarne,
per sorriderne, per piangerne.
Ci si sposta, infine, nomadi, randagi,
alla ricerca perenne
di occhi da guardarne,
labbra da sentirne,
mani da toccarne.

13 novembre 2008

Ciao

E quindi adesso parto,
prenderò un altro treno e 10 giorni via.
Sgancio il vagone routine,
tiro su l'ancora, che mi trattiene,
nell' oceano frenesia e vado... in balìa.
Spengo il telefono,
accendo il bisogno di non-pensare,
ad altro, che non sia... vita,
la mia.

10 novembre 2008

Treni

Prenderò un altro treno,
per andare via,
per tornare su quei binari,
che costruiscono, abili,
i miei ricordi, i miei segni,
le mie orme e le mie ombre.
Navigherò sulle circostanze,
tornerò da dove sono partito,
da dove ti ho lasciato,
per rivederti,
ritoccarti,
risentirti,
rigustarti,
riannusarti.
e ancora portarti,
con me,
su altri treni.

09 novembre 2008

Orfani ora

Gli ultimi lavori non saranno mai come i primi e i primi mai come gli ultimi.
Giustamente.
Fatto è, che il disco l'ho già sgualcito, l'ho già divorato ed il feedback è solitamente magnifico, immancabilmente evocativo, unicamente suo.
Ho eletto, però, la traccia n°6 a quella più solcata, a quella più battuta...
a quella che più (mi) è piaciuta.

"e io sono quello a cui
fai accender sigarette
e sono quello
per cui le hai accese tu..."

06 novembre 2008

Life is like a slot machine

Nel parcheggio vuoto m'hai guardato, dicendomi : "la vita è strana!".
Io ci rimugino tentando di sovvertire i miei e i tuoi destini,
ma la fatica è immane ed il risultato ridicolo.
M'appoggio sulle idee più felici, su quelle migliori
ed il sogno si materializza lusingandomi e attraendomi, come fai tu.
Non ci capisco più nulla, forse perchè l'alcool picchia... forte,
forse perchè le parole non dette pesano come macigni sul mio fingere
uno status attraente, un fare emozionante.
Potrei essere più fortunato,
se solo provassi ad esserlo,
se solo tentassi la fortuna,
se solo giocassi,
se solo mi mettessi in gioco.

03 novembre 2008

Quanto fa male farsi tosare?

Sopra la panca, o anche sotto per ricominciare, per risorgere dalle ceneri di questo mio stato confusionale che si confonde con quello pubblico ch'è mio com'è tuo. E allora fottetevi, fottetevi tutti, voi, il vostro perbenismo ottuso, tardo di mente e insulso di questo 3° millennio bigotto, ipocrita e fariseo. Che state ancora a parlare dei tagli all'istruzione, alla sanità o sailcazzo dove, per poter protestare, manifestare farvi picchiare e farvi inculare come capre, per poi farvi tosare e per poi poter testimoniare che il fascismo esiste, c'è, l'ho visto passeggiare indisturbato e travestito da pancabbestia per l'occasione e non era halloween. Ve ne siete accorti ieri, durante la pubblicità, tra il tg5 e il meteo o viceversa che tanto che cazzo di differenza c'è? Ditemelo voi che guardate striscia la notizia, portaporta o sa la madonna quale oscenità, quale porcheria e v'iniettate tutti i dì, quel poutpurri di merda e letame farcito con cioccolato della lindt, così da evitare d'accorgervi di nulla, così da farvelo pure piacere. Siete ancora dietro a discutere di destra, sinistra, mafia e chiesa, perchè i problemi, quelli veri, vanno risolti.
In sto paese del vomito i conati si susseguono senza soluzione di continuità e lacerano le pareti, i succhi gastrici, insalubri e deleteri.
In sto cazzo di paese dove gli scrittori, costretti, fuggono e s'inabissano e gli stronzi, com'è noto, galleggiano.

30 ottobre 2008

Sbadigli

Sbadiglio, di stanchezza condita da un intorpidimento da tetraidrocannabinolo che si miscela con le tracce di quest'album che sembra regalatomi per il successo che non ho avuto.
Non c'ho voglia di spiegartelo, la mia testa dondola, il ritmo mi piace e allora sorrido, di gusto e piacere e continuo...
a sbadigliare.

(Sei fratello nel controllo....)

28 ottobre 2008

Alta velocità

C'è ormai poco da raccontare in questo deserto di sguardi che non condividiamo più. La primavera è arrivata, l'ha bruciata il sole s'è poi squagliata come le tue lacrime sull'asfalto delle mie idee che, forse mai, ti hanno accarezzato come avresti voluto. La nebbia ed il buio che arriva prima, ha sgualcito i cadaveri dei nostri propositi, fuggiti, in latitanza tacciati di alto tradimento. I cani ci abbaiano contro, in attesa degli avanzi, in attesa degli scarti. Io, continuo a scavare, continuo a fiutare, quel senso dell'orientamento che non mi ha mai abbandonato, ma che non ho mai posseduto. Le foglie ingiallite galleggiano su quest'atmosfera di simpatie finte e disastri annunciati. I tachimetri truccati c'illudono che le speranze si possono raggiungere, abbracciare e baciare, così corriamo, corriamo sempre più forte, pigiando duri, incuranti e minacciosi sugli acceleratori dei nostri sogni, ogni giorno più incantevoli, ogni giorno più arrendevoli.

24 ottobre 2008

To the centre of the city in the night, I waiting for you

21 ottobre 2008

L'altalena

Si va su poi giù, poi su poi giù, poi su, poi di nuovo giù...
Ma questo altalenare, questo barcamenarsi,
delle volte, nausea, urta, disturba
e alimenta fobie e attacchi di panico.
Questo viaggiare ininterrotto,
riesce a disgregare e a stomacare,
che anche la xamamina,
non arriva più a bastare.

20 ottobre 2008

Flashes

Mi stropiccio gli occhi,
chiedendo alle macchie luminose,
una risposta,
sperando di risolvermi.
Li riapro e il vortice,
lentamente termina
e ritorna,
la realtà.

19 ottobre 2008

Stato d'animo

Niente oggi sembra favorevole:
gira il mondo con ostilità,
ogni impressione mi fa debole
e sento dentro solo sfiducia.

Basse le nubi che opprimono;
fredda, aliena e bieca la città;
pensieri e gorghi bui mi assediano
con la loro azione sudicia.

Domani tutto si risanerà.
la vita tornerà gradevole.
Ma ora, in fondo alla voragine,
è dura... dura come non è stata mai.

(Cristiano Godano)

18 ottobre 2008

In successione

Questo sabato mattina inaugura il mio fine settimana,
che mi porta gli sconclusionati aneddoti,
già raccontati, già vissuti.
Mi sono scolato l'ultimo flacone di zitoxil
e c'ho trovato dentro il deserto della solitudine intellettuale,
che colpisce, detestabile, dopo la colazione.
Inerpicandomi sui paradigmi di Nietzsche,
arretro e incespico, cadendo in terra e picchiando il cranio
sul freddo del parquet in rovere.
Rialzandomi scopro una fenditura, una fessura,
dalla quale stilla e trabocca il mio equilibrio e la mia stupidità.
Mi asciugo le lacrime degli incubi notturni
e mi rivesto minaccioso per affronatare la gente,
là,
fuori in strada.

16 ottobre 2008

Colpa tua

Penso al miele delle tue labbra,
che mi drogano,
di quell'oppio ch'è il tuo profumo,
di quel narcotico ch'è il tuo sorridere,
e m'impaccio mentre ti giro intorno,
come una falena ai lumi.
Non penso più ad altro,
da quando t'ho scoperto,
non sento più sconcerto,
da quando m'hai coperto,
col tuo sguardo e col tuo sorriso,
che all'improvviso ho condiviso
e senza rendermene conto,
sono caduto,
nell'incanto,
di quel tuo essere presente.
Ed io non faccio altro
ed io non scrivo d'altro,
per colpa tua.

14 ottobre 2008

Si muore

Mi piacerebbe non doverti solo sognare,
mi piacerebbe non doverti solo immaginare,
mi piacerebbe non dover recitare,
sostenere il ruolo di chi non ti può assaggiare,
perchè si muore...
non soltanto di tristezza,
ma anche d'amore.

13 ottobre 2008

Braccia (le tue)

Siamo nervi e sangue caldo.
Caldo atteso e morboso.
Sogno, di lingue,
che s'incrociano e si stringono,
attorno a noi come serpenti,
per riempirci di giubilo e spavento.
Le mani afferrano la carne, di braccia
che mi cercano,
che ti cercano.

08 ottobre 2008

Immagino

Fa caldo, oggi,
un caldo che piace, che esalta,
esalta e innamora,
di quello che abbiamo,
di quello che vediamo,
di quello che sentiamo.
Ed io immagino,
fogli e parole,
che dovranno raggiungermi,
che potranno spingermi,
per sorprendermi e stupirmi,
Immagino di essere vicino,
molto vicino,
alla tua essenza,
alla tua eleganza.
Immagino quello che,
forse,
non dovrei immaginare,
ma mi piace, molto,
immaginarlo.

06 ottobre 2008

La poesia (che mi hai chiesto)

Mi hai chiesto di scriverti una poesia,
ed ora, che scrivo,
mi accorgo di non essere capace,
perché di talento sono privo,
e ho timore d'essere inefficace.
Ad esercitarmi con parole e frasi,
da potertene offrire, da potertene donare,
per regalarti, in piccole dosi,
gioie e sorrisi.
Mi piacerebbe disegnartela su tela,
una poesia, ma non riuscirei,
perché ho mani maldestre e inadatte
a dipingere le emozioni estratte
da un cilindro troppo confuso e intricato.
E allora provo a colorare,
con le parole,
le sensazioni e le percezioni,
che mi regali, quando mi dedichi un sorriso
quando persuadi la mia attenzione,
manovrandola, con fare deciso,
coi tuoi movimenti e coi tuoi atteggiamenti,
lunghi, sinuosi ed eleganti.
Provo a tratteggiare, con le virgole,
le espressioni del tuo volto,
dei tuoi occhi,
neri, complicati, profondi e complessi,
che si perdono nel vuoto,
quando mi parli,
di te, e dei tuoi sogni inespressi.
Provo a ritrarre le miriadi di impressioni,
che mi esplodono, a mo' di petardi,
quando sei intorno, quando sei nei paraggi,
indaffarata, affaccendata,
nei tuoi impegni, nei tuoi affari, nei tuoi sguardi
e mi omaggi,
della tua presenza e della tua essenza.
Mi hai chiesto di scriverti una poesia:
eccola, questa è la mia,
che altro non so fare,
che di appiccicare,
su questo muro,
le mie parole.

02 ottobre 2008

Rollare (?)

Rollo su dita abili,
che ondeggiano tra i forse e i perché,
rolla la mia testa nel girovagare di frasi e concetti
futili e incorporei.
Beccheggia la mia anima in un andirivieni,
di respiri che affievoliscono la lucidità,
sconfitta da una gran voglia di ridere, irresistibile.
Oscilla la bottiglia dal disappunto,
che conserva, sul fondo,
i consigli, i suggerimenti e le esortazioni.
Ondeggia il mio sussistere di cautele e ponderazioni,
eccessive, ridondanti e insalubri.
Rollano, ancora, le mie mani,
confortate dalla destrezza e dal talento,
che non ho mai avuto,
ma che ho sempre sognato,
di possedere.

01 ottobre 2008

Voli pindarici

Rimbalzo sui muri,
mentre attraverso lo zoo di Berlino,
a piedi nudi e senza salvacondotti.
Respiro l'aureolac per stordirmi a poco prezzo,
perché la vita costa e i vizi ti rovinano.
M'immergo sino alle ginocchia,
per attraversare la strada
e osservare le vetrine dei negozi di lusso,
perché senza guanti non ci si può toccare.
Faccio lo slalom, in stazione, tra i clochard,
per accattonare gli spiccioli,
di un mese che è passato
e devo pagarmi un mutuo ed un divano in pelle.

29 settembre 2008

Cavalli e cavalle

Dolce pomeriggio,
di una dolce domenica d'inizio autunno.
Cielo terso, assolato, ben augurante.
Svanisce la città,
sfuma il traffico,
tra cavalli e cavalle,
a cavalcare,
per respirare
e sentirsi vivi.

27 settembre 2008

Occhiali scuri al mattino (io sono lucido)

I linfociti t4 mi proteggono dalle ipocondrie,
post-ondaanomalasuperalcoolica,
che ha risacche antipatiche e mi rende indisponente.
I gabbiani sghignazzano dal loro equilibrio inattaccabile,
schernendomi per il mio passeggiare precario,
su neologismi criptici sparati da sguardi vuoti.
Tengo gli occhi spalmati in terra,
per non perdere la stabilità, per non perdere la lucidità.
La TV enuncia le teorie di giornata,
attraendo e seducendo la gente,
che ci si appende,
a testa in giù,
come dei pipistrelli,
e a me, non rimane che ridere.

25 settembre 2008

Cosa cerco?

Potrebbero asfaltarmi gli occhi o estirparmi il cuore,
nella ricerca di eclissare i sillogismi,
che mi consentono di andare alla ricerca di un'esistenza,
tagliata a metà, segata in due
da tutto ciò ch'è vero
e da tutto ciò ch'è falso.
L'empatia non basta, non è più sufficiente a colmare
i vuoti d'aria che prendono alla gola,
mentre si viaggia sparati a 1000 all'ora
e non si ha il tempo,
mai,
di fare una telefonata,
mai,
di fare una chiacchierata.
Il ritmo, marziale, scandisce il tempo,
di questi giorni zero,
che spavaldi, truccano e travestono,
le nostre vite centrifugate,
in torchi d'ultima generazione,
pagati col finanziamento, ma,
garantiti a vita.
Sono alla ricerca,
di quello che non posso trovare,
su queste autostrade a venti carreggiate,
così,
frugo nelle tasche e rovisto nei giornali,
aspettando che qualcuno,
mi dia un passaggio.

23 settembre 2008

Fuochi

I fuochi d'artificio, fuori esplodono e deflagrano aforismi
che mi colorano il balcone, proteso all'autunno,
d'un viola che convola a nozze con la sera,
diafana e percorribile.
Lo stradario, intanto, imbevuto di dubbi,
si liquefa, sulle mie mani,
lasciandomele infangate e imbrattate
da vie e tragitti già percorsi
e da percorsi ancora vergini,
da poterci andare a zonzo,
libero di vagabondare, libero di bighellonare.
L'odore ed il prezzo della benzina aumenta,
fino ad entrarmi nei polmoni,
per poterci restare, per potersi trattenere,
almeno per un'altra notte,
almeno per un altro sogno.

22 settembre 2008

Crocevia... e insicurezze

Gli incroci, i bivi, gli scambi, mi hanno sempre affascinato, poiché nel loro interno nascondono un rebus: il loro arcano, la loro ambiguità. Innescano il percorso della nostra vita, fatto di scelte, che inesorabilmente, condizionano il nostro presente, che altro non è, che il futuro di ieri ed il passato di domani.
Il presente.
Delle volte gli diamo poca importanza, poiché appunto, gli preferiamo il futuro, ch'è più semplice, perché più onirico, più agevole... perché è più facile.
Più facile, perché si può rinviare, prorogare, spostare... posticipare.
Fatto è che, comunque, il nostro presente è colmo, straripante, di crocevia. C'è un incrocio da superare in ogni momento, una scelta da fare in ogni istante... e uno via l'altro, senza soluzione di continuità. Quante volte recriminiamo sul passato, dicendoci: "se avessi...". Quante volte vorremmo aver agito diversamente? Quante sono, nell'arco di una vita, dalla culla alla tomba, le occasioni, le opportunità, le chance mancate e perdute per sempre?
Quanti sono i treni che perdiamo e quanti, invece, i bivi che imbocchiamo nel senso giusto?

18 settembre 2008

Giovedi

La strada mi scorre sotto i piedi, mentre mi terrorizzano i dubbi, gli equivoci e le incertezze di fine estate. Le mie appropriazioni indebite di pezzi del tuo respiro, m'inquietano rendendomi paranoico, ossessionato dal timore che qualche sbirro qui intorno, s'accorga del mio fare sospetto e mi perquisisca, trovandomi, nel taschino piccolo dei jeans, il sogno che ho di te.
Nel frattempo, scavalco il muro che divide i compartimenti stagni della mia vita, e mi imbatto in una telefonata che mi scalda di ricordi e di rendez vous, che rievocano un futuro tanto improbabile quanto plausibile. Stasera bypassiamo l'aperitivo e rimandiamo l'happy hour a domani, perché c'è un venerdì che ci aspetta, più accogliente, più confortevole, più attraente,
di questo giovedì sfavorevole e pesante.

17 settembre 2008

Un link

Assoldiamo parcheggiatori abusivi, killer,
per ammazzare il tempo,
il disappunto
di un un disagio, di afidi invasori e seduttori,
che conquistano trionfanti i nostri sentimenti.
Beviamo caffè doppi, corretti con la nostra passione,
con la nostra cura, con la nostra assenza.
Sciogliamo eroina in cucchiaini d'amianto,
che non scaldano più i nostri cuori,
che non danno più l'assuefazione,
che temevamo, quando restavamo al verde.
Intanto le vicende passano lente, di fronte alla nostra disattenzione.
Allora, cerchiamo, ancora,
un collegamento, un contatto,
un link,
che possa farci ritrovare,
per poterci recuperare,
per poterci rivedere,
per poterci smarrire,
ancora.

15 settembre 2008

Entertainment

Passiamo da un vuoto ad un altro,
tentando di recuperare un sommergibile che ci dia uno strappo, fino a casa.
Ci viene, sempre più spesso, sonno, perché siamo stanchi di novità,
perché vorremmo sederci un attimo, distenderci e poltrire ignari e noncuranti.
I regali, gli omaggi, le sorprese, non guadano più il mio fiume,
che s'ingrossa, minaccioso, di fango, detriti e sommerge,
allaga, inabissa ogni gentilezza, ogni premura.
Gli argini, intanto, si riempiono di curiosi,
appassionati, perditempo, fancazzisti,
che osservano, spiano, controllano,
indagano l'evolversi della vicenda,
aspettando che arrivino i giornalisti, aspettando che arrivi la TV.
L'infelicità, nel frattempo, guerreggia con la mia disillusione,
dando vita a battaglie epocali, a sfide formidabili,
che intrattengono gagliardamente il pubblico,
che mai deluso, mai scontento,
apprezza e mi ripaga con risate di scherno e applausi di dileggio.

10 settembre 2008

Ramadan

Rachid è un trasportatore egiziano, alto, faccia simpatica e molto a modo.
Rachid viene a consegnarmi la merce, una volta ogni due settimane, oggi, però, lo trovo un po' sbattuto.
-Ciao Rachid, ti vedo un po' conciato... cosa c'hai?- Gli chiedo.
-Nulla, è che sono un po' stanco.-
-Come mai?-
-E' il ramadan: sono solo al decimo giorno, e ne mancano ancora venti!-
-Il ramadan?-
-Eh si, eh.. noi mussulmani facciamo il ramadan! Non ne hai mai sentito parlare?- Scherza.
-Si... no, nel senso... so cos'è... solo che, mi fa un po' strano!-
-Perché?- Sbotta.
-Non so.. mi fa strano e basta!- Ammetto. -Conosco diversi ragazzi maghrebini, anche africani
ma loro... non fanno il ramadan.-
-Eh, lo so- dice - lo fa chi ci crede, chi non ci crede è libero di non farlo! E poi, guarda che, anche i maghrebini, sono africani!- Mi corregge, ghignando.
-Che storia, però! ...Perciò son dieci giorni che non tocchi cibo alla luce del giorno?- Gli domando.
-Né cibo, né acqua!-
-Ma col caldo che fa, non muori di sete?-
-Eh... non vedi che faccia c'ho?-
-In effetti, c'hai proprio un brutto muso!-
Ride.
-Sai non mi pesa tanto quello..- confessa -..quanto il.. non poter... sai.. stare con tua moglie!-
Scoppio a ridere, di una risata fragorosa. Lo contagio subito, e la risata raddoppia, anche nel fragore!
-Bé.. effettivamente.. quello deve essere davvero pesante.- Gli faccio.
-E' la prova più dura da superare!- Ammette, ilare.
Continuiamo a ridere. E continuiamo a chiacchierare.
Mi racconta dei suoi figli,
dei suoi 17 anni su quasi 50 passati in Italia,
di come sia cambiata Milano e l'Italia,
del suo fare il trasportatore il giorno e del suo fare il trasportatore la notte.
-Sai il mutuo, il leasing, il gasolio- Mi confessa abbattuto.
-Altro che ramadan!- Lo ammonisco. -Tu dovresti staccare un attimo!-
Ha voglia di parlare. -Con te mi viene facile- mi dice.
Mi parla della sua voglia di tornare in Egitto.
-La vita è una- dice -Non posso passarla a lavorare e basta!-
(A chi lo dici) penso.
Poi, mi descrive i suoi figli: della piccola che quest'anno ha voluto provare a fare il ramadan con lui e del quasi geometra che quest'anno inizia l'ultimo anno.
-Sono liberi di prendere la strada che vogliono, sono la mia vita, voglio solo che stiano bene.-
Gli si bagnano gli occhi, poi si bacia il palmo e il dorso della mano.
-La vita è una.- Mi ripete.

Io sorrido e osservandolo, penso a quante volte, negli ultimi tempi, mi sono ripetuto queste quattro parole. A quante volte, me lo sono urlato contro, rabbiosamente, violentemente.
A quanto sia "di moda", per me, questa frase.

-Dai Rachid, andiamo al bar che ti offro il caffè!- Propongo.
-Il caffè lo bevi tu, però.. che io non posso!-
Ridiamo.

09 settembre 2008

Public relations

Il solito andirivieni, miscela incessante sensazioni e sentimenti.
Oggi la solitudine s'è fatta sentire, poderosa,
m'ha strattonato in mezzo ai visi, sorrisi, sguardi, braccia, mani, tese,
ad accogliermi, a redimermi, a tutelarmi.
Il mio rifiuto, il mio rigetto dissimulato, corrugato è imploso,
lasciandomi, ferito, contuso,
dalle schegge di un'empatia,
inesistente, inconsistente, mancante...
Una misantropia malcelata,
che mi fugge di mano, perché oleaginosa,
unta dall'incapacità di fingere, dall'inabilità a simulare.
Scappo, quindi, presto,
per poter presto respirare,
a pieni polmoni
e soprattutto per levarmeli,
tutti, dai coglioni.

06 settembre 2008

Noia

Accarezzo la noia del pomeriggio,
che mi entra in casa coi suoi spifferi,
soffiati sul mio collo.
Asciugo la gola, schiarendo le parole,
da incollarci, su questo post, ostile e indisposto,
che non mi aiuta, per niente.
Penetro tra i solchi di questa tastiera,
cercando, con un po' di fortuna,
la soluzione ai miei tormenti, ai miei assilli.
Trovo, invece, la sfiga,
che assume consistenza e si spande, incurante,
sul mio scranno, facendomi alzare i gomiti e poi le braccia,
a stiracchiare le idee, le riflessioni.
Mi arrendo, alla noia,
che s'appoggia, alla mia spalla,
puntellandosi,
così da permettermi, di fare altrettanto.

04 settembre 2008

L'equilibrio (che non ho)

Un moto di rivolta, cerebrale,
dettato dalla necessità, di trovare,
quello che si è perduto e acquisire,
ciò che, forse, mai si è avuto.
Un equilibrio, fragile,
di voglie e necessità contingenti,
intervallate da vortici, ossessioni e tormenti,
che mulinano su di me,
facendomi perdere il controllo, la stabilità.
Un equilibrio revocabile da un sussurro,
da un brusio, da un fruscio,
da un vento, di fronda, leggero...
come quello di fine estate.

02 settembre 2008

Settembre, aspettando

Di quando me ne andavo in giro, per Milano, aspettando che qualcosa iniziasse per farmi partire, per farmi andare, verso qualcosa che non sapevo, che non so. Di quando aspettavo di uscire alle 18 in punto per inaugurare le mie serate costellate di rivelazione, in giubbino di pelle con sguardo scaltro e abile. Di quando perdevo le chiavi di casa in giro, non so dove, e dormivo sul pianerottolo, aspettando che tu smontassi e mi recuperassi per andare a far colazione al bar sottocasa. Di quando la metropolitana mi dislocava lungo i sotterranei dei miei pensieri così avveduti e così spregiudicati, per condurmi verso quell'esterno che tanto mi affascinava e tanto m'atterriva. Di quando sono tornato, nuovo, aspettandoti per viverti come avevo sognato, come avevo immaginato, innamorandomi di te e di quello che non avevo mai avuto. Di quando, a settembre, la pioggia era tanta che usciva dalla strada e ci inzuppava i piedi riparati dalle borse dell'esselunga. Di quando stavo bene stando malissimo, di quando ero contento recriminando, di quando volevo sparire per poter sempre restare. Di quando a settembre, aspettando son passati 6 anni.
Ed io, ci penso ancora.

01 settembre 2008

Nuvole

Le nuvole passeggiano sulla mia testa, lentamente, per potermi bene osservare. A tratti si fermano per meglio scrutarmi, per meglio considerarmi. In armi, le mie emozioni, combattono una guerra coi miei neuroni, che razionalizzano le attitudini facendole apparire abitudini. Scavalco il muro di cinta, che isola i ricordi dalle apparizioni e mi ci ritrovo in mezzo, all'autostrada di quelle sensazioni, che giacciono di schiena appannate dal reiterarsi di una vita vussuta in superficie, perchè si ha timore di denudare souvenir, cimeli, tracce, orme, ombre e resti di un vagabondare su sentieri e mulattiere sterrate, sconnesse e tortuose che mi riportano all'inizio di una fine che gira e rigira m'appartiene perchè ne sono l'autore ed il protettore.

27 agosto 2008

Sorridere

Accendere la luce, cercare per poi trovare la propria anima.
Sorridere, compiaciuto e gratificato del sapersi non-banale.
Guidando, sorrido, drogato dall'effetto stupefacente della musica ch'è mia, del mio abitacolo saturo di una sensazione che nessuno ti può donare se non te stesso: la percezione incantevole e seducente di rendersi conto che si ha la fortuna di percepire impeccabilmente le onde magnifiche e grandiose di quella musica che fa sorridere la tua anima.

26 agosto 2008

Jet lag

Sperso nell'abisso di un oceano scarnificato, illegibile.
Il risveglio da un sogno durato 15 giorni è drammatico e ingestibile.
I ricordi riappaiono sistematicamente, taglienti come daghe in pieno stomaco, in questi giorni pregni d'automatismi.
La pace annega in questo oceano di ritmo, passo, alternanza, regolarità.
Già svigorito, già spazientito.
Sgrano gli occhi per vederci meglio... per vedermi meglio.
Cerco rifugio in un caffè, o in una sigaretta, ma non hanno sapore.
Affievolito e discronico patisco il jet lag... tra il sogno ed il risveglio.

25 agosto 2008

Rientro


E' mesto il ritorno.
Si sa.
Non so descriverlo.
O non sono in vena.

Le auto t'accompagnano:
code di macchine,
complici,
che familiarizzano
e fanno strada al tuo rientro.

05 agosto 2008

Camera a sud

Parto... (finalmente).

03 agosto 2008

Solo ubriaco

Sono ubriaco,
ubriaco e solo,
solo e inadatto,
inadatto e scomodo,
scomodo e incapace,
incapace e strano,
strano e allergico,
allergico e contagioso,
contagioso e aggressivo,
aggressivo e stupido,
stupido e misantropo,
misantropo e accattone,
accattone e signore,
signore e interinale,
interinale e stanziale,
stanziale e nomade,
nomade e attorniato,
attorniato e forte,
forte e caduco,
caduco e ineluttabile,
ineluttabile e vile,
vile e distante,
distante e flebile,
flebile e agghiacciato,
agghiacciato e invaso,
invaso e arreso,
arreso e arrabbiato,
arrabbiato e sobrio,
sobrio e ubriaco,
sono solo ubriaco.

30 luglio 2008

Post di oggi

Mentre guardavi fuori dalla porta, oggi, io osservavo il tuo collo.
Tu mi parlavi, pensando stessi contemplando la medesima realtà, ma, in verità, io stavo ispezionando il tuo collo.
Estasiato, l'ho ammirato, accarezzato da quei capelli, che ribelli, al tuo fermaglio, ti sfioravano.
Mi sarebbe bastato allungarmi di pochi centimetri per lambirlo, con le labbra, per baciarlo, assaggiarlo, sentirne il sapore.
Non l'ho fatto, ho continuato ad esplorarlo, a sognarne l'approdo, la perlustrazione, la scoperta, la ricognizione. Ne ho bramato il profumo, la sensazione, l'essenza e l'ho lasciata tale: una fantasia,
da custodire, per tutta la giornata, tant'è che ancora ne parlo, con lo zelo e l'energia, che ancora non si disinteressano, a distanza di ore.

29 luglio 2008

I binari

1435 mm di terra di nessuno.
I Binari sono come me e te:
Distanti.
Distanti sempre in egual misura.
Nella misura in cui ci si può riempire un vuoto incolmabile,
perchè incolmabile è il divario che abita tra la mia e la tua rotaia.
Sono i solchi che ci segnano, che c'hanno sempre segnato e l'abbiam sempre saputo.
1435 mm di terra di nessuno.
Nè mia, nè tua: di nessuno.
Perchè nessuno potrebbe contenere quel vuoto che ci separa, che ci discosta, che ci distingue.
Negli anni abbiamo tentato di armonizzare i nostri tracciati nel tentativo,
di congiungerci, o perlomeno, avvicinarci,
ma i binari perderebbero il loro senso se il loro percorso mutasse,
perderebbero il motivo di essere:
così, distanti.
Sempre, nello stesso modo, nella stessa misura: 1435 millimetri.
Quasi un metro e mezzo:
può sembrare poco, ma può risultare una distanza ciclopica,
se si considera che è illimitata e inesauribile, nel tempo.
Io e te,
così vicini da sfiorarci le anime,
così distanti da non sentire le nostre urla.

26 luglio 2008

Loop

Lo scrivo,
lo rileggo,
lo cancello
lo riscrivo.
E' un loop.
Non se ne esce.
Non te ne esci.
Non ci riesco.
Incedi pesante,
tra i miei pensieri.

23 luglio 2008

Alice

I tuoi occhi neri,
si perdono nel vuoto,
mentre mi parli,
di maturità e cambiamenti,
una stazione che si svuota,
coi binari,
non più in grado di trattenere,
gli ultimi treni, ignari,
che potrebbero partire,
lasciandoti,
da un momento all'altro,
in quella sensazione,
di solitudine,
che temi visibilmente,
te lo leggo,
scrutando il movimento,
di quelle tue mani affusolate,
che disegnano
e guidano,
le mie voglie smisurate.

09 luglio 2008

Via Ponale

La pioggia non ci laverà mai abbastanza
per cancellare il sapore della vita che abbiamo vissuto
in quegli ambienti che sapevano di malsana esistenza.
Su quel divano arancione, in ciniglia,
sul quale abbiamo spalmato le nostre anime.
Tra quei mobili assurdi e inadatti,
che hanno ascoltato i nostri discorsi allucinanti,
oppure il silenzio di sguardi insani.
In mezzo allo squallore di lattine vuote di birra aster,
dappertutto,
che sembrava fossero loro i proprietari,
talmente ce n'erano.
Col balcone invaso dalle bottiglie vuote, di ogni tipo.
Con i letti, come noi, sempre sfatti,
con le malattie nuove,
con le scritte in ascensore,
con qualcuno che urla,
col cigno sul pianerottolo,
con Vinicio, dal quale, imbelli, non ci sapevamo difendere.
Coi viaggi al parco nord, per fuggire
da un mondo che non ci piaceva,
da una vita che ci esplodeva all'interno.
Dai viaggi sul due,
traghettatore delle nostre speranze,
sempre disattese.
Dalle scarpe vecchie,
dalle ghignate tristi,
dai panini col pane finto,
dai risvegli con il cannone su di un vassoio,
dalle bottiglie lanciate sulle auto parcheggiate,
dal voler fuggire, per poi voler sempre ritornare,
dalle scritte dietro ai quadri,
dalle lacrime che, non so perchè piango,
dal caos, che non esiste,
dal fuoco...
che se non lo spegni tu,
bruciamo vivi.

18 giugno 2008

Sbagliato

Lo spazio si appiattisce,
col tempo che si riduce
e non me ne va mai bene una,
mentre tento d'uscire
da questo vuoto,
ch'è pieno,
di un non so che,
di sbagliato.

06 giugno 2008

1/365°

Il caos non esiste:
esiste un ordine,
ma va aldilà, dei nostri schemi.

01 giugno 2008

Scorre

Scorre,
tutto scorre
in tempo immoto
alla sua fine:
è l'indizio
di un principio
senza un fine.

(Cristiano Godano)

NEVERMIND