27 novembre 2008

L'attesa

Ho sconquassato la mia anima
più del mio fegato,
anestetizzandomi coi superalcoolici,
cauterizzandomi le ferite, da solo,
come si fa in trincea.
Quella che abbiamo scavato
per spiarci, armarci e assaltarci,
per poi restare impigliati nel filo spinato
dei nostri sentimenti,
languidi, d'acciaio e sanguinolenti.
Intanto il tempo passa, morto,
chè la guerra sfianca,
di lunga e abulica attesa
e arranca,
il senso, dello stesso,
perso,
ad aspettare.

5 commenti:

mIsi@Mistriani ha detto...

eccola.
questa la sento.

la trincea che doveva difendere ha piu' svantaggi che vantaggi.

e resto impigliata.
ancora.

Max_am ha detto...

"...per spiarci, armarci e assaltarci..."
Per certi versi :) credo che, togliendo una R al secondo di questi verbi e rileggendo tutta la poesia, quell'attesa possa assumere la forza del riposo che viene dopo l'amore. Ma forse è solo perchè uno vede le cose che vuole.
Intensa cmq.

marian. ha detto...

tattiche difensive?
come si fa a farne senza in amore?
è una cosa talmente delicata, difficile e totalmente proiettata verso l'esterno che devi essere un santo per non cercare di difenderti.

Sonic Young ha detto...

@ misia: il punto è quello: la trincea è il limbo tra l'attacco e la difesa. Zona neutra... sala d'attesa...
@ max: ognuno vede... quello che vuole. Grazie.
@ marian: che ci si muova d'attacco o difesa, l'amore è, fondamentalmente, strategia. Penso.

mIsi@Mistriani ha detto...

strategia?..uhm..
ho sempre pensato che se si riesce ad averne,non si ama ancora abbastanza..
[ma magari mi sbaglio.magari sono io che non riesco.a stare nella zona neutra,attaccare,e difendere,quando sarebbero la giusta strategia,la piu' efficace..]
imparero'.
[?]

I really don't care..

...and I guess that I just don't know